Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

La capacità remota di poetare affidata al Canto

La capacità remota di poetare affidata al Canto

C’ è una popolazione, nell’ Africa equatoriale, forse ormai in via di estinzione. E’ il popolo dei Pigmei, che vive principalmente in Congo ai margini della foresta. Poche migliaia, se non addirittura poche centinaia, di individui vivono in stretta simbiosi con la natura, e sono considerati “i guardiani della foresta” perché della foresta conoscono praticamente tutto. I Pigmei sembrano assurgere, oggi, quasi a custodi di un ecosistema molto fragile e in pericolo del quale il pianeta non può farne a meno, né nel presente e né soprattutto nel futuro; pena la sopravvivenza stessa della Terra.

La cosa che forse sorprende e affascina di più, riguardo al popolo pigmeo, sono, in un certo qual senso, le sue tradizioni ancestrali, la sua cultura antichissima, i suoi miti, le sue credenze, i suoi canti trasmessi oralmente da una generazione all’altra, il suo vivere poeticamente nel modo di rapportarsi con tutto quel che lo circonda. Spiccato, profondo, intenso, molto sentito e molto partecipato rimane presso di esso il culto degli antenati e il legame misterioso e imperscrutabile dei vivi con i morti, insieme alla dimensione dell’ Oltretomba dove questi ultimi si recano dopo aver esalato l’ ultimo respiro.

Forse è questo un canto di fede? Forse è un canto di amore? Di fede nella vita che continua dopo la morte, di amore per chi è vivo, e vive, solo nell’Aldilà accanto a Kumvum, Spirito Supremo dell’ Universo e divinità – guida protettrice dei morti.

Questa sublime poesia, recitata dalla comunità a più voci, rivela l’ anima di un popolo, la sua interiorità, la sua capacità remota di poetare affidata al Canto, espressione corale di un’ intera etnìa unica, spontanea e libera.

 

A SOLO  Le porte del Dan(la mitica dimora delle anime)

sono chiuse.

CORO  Chiuse le porte del Dan.

A SOLO  Lì ammassati si affollano gli spiriti dei morti,

come moscerini in sciami,

come moscerini in sciami nella danza della sera.

CORO  Nella danza della sera.

A SOLO  Gli sciami dei moscerini, che danzano a sera,

quando la notte si è fatta tutta buia,

quando il sole è tramontato,

quando la notte si è fatta buia,

i moscerini in sciami,

il turbinìo delle foglie morte

nella tempesta che urla.

CORO  Nella tempesta che urla.

A SOLO  Aspettano Colui che Verrà.

CORO  Colui che Verrà.

A SOLO  Che Dirà

a questo: “Vieni!”, a quello:  “Vai!”.

CORO  A questo: “Vieni!”, a quello: “Vai!”.

A SOLO  E Kumvum(Spirito Supremo dell’ Universo)sarà vicino ai suoi figli.

CORO  Vicino ai suoi figli.

TUTTI  E questa è la fine!

 

Francesca Rita Rombolà

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa (romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989) fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI. Scrive sul giornale on line PrimaPaginaOnLine.org.

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