Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

Come nascono e cosa sono il linguaggio e la poesia

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POESIA. Una parola semplice. Un concetto complesso e oscuro. Un’origine arcaica che si perde nella notte dei tempi. L’uomo nasce con la Poesia. Nasce insieme al suo poetare. La Poesia nasce con l’uomo. Ma forse, più profondamente e più in profondità, nasce prima dell’uomo. E’ prima dell’uomo. Esiste prima dell’uomo.

E’ in attesa dell’uomo. Attende l’uomo per essere chiamata da questi alla luce, per uscire dalla quiete silente che la trattiene nella sua dimora primordiale. Cos’è il poetare per l’uomo? Un comune parlare? Un nominare le cose che lo circondano? Un servirsi, in modo naturale, della parola per dare un senso al suo vivere nel mondo e al suo morire lasciando questo mondo? Cos’è il linguaggio poetico? E’ il linguaggio usuale ampliato, approfondito, perfezionato? La Poesia è tutto questo ma, allo stesso tempo, è altro da questo. Poetare e parlare. Parlare e poetare.

Le due cose si compenetrano a vicenda eppure si eludono a vicenda. Se l’uomo, fin dal principio, parlasse ma non poetasse, il suo linguaggio ma anche il suo stesso essere sarebbero così come li conosciamo? Così come sono stati sempre finora? E se l’uomo, fin dal principio e come forse in principio è stato, poetasse soltanto sarebbe l’uomo che da sempre è o si mostra? Sembrano domande banali eppure non lo sono affatto. La Poesia, in tempi arcaici, ha creato il Mito. Il linguaggio poetico ha fatto sì che il Mito avesse una sua plasticità e una vita propria. Allora è nata la civiltà corredata di miti e di teogonie, cammino tortuoso dell’uomo verso la scoperta e la conoscenza. I miti dell’antica Grecia sono creati da poeti per rendere abitabile la terra e per dare collocazione sicura al linguaggio che l’uomo è in grado di parlare e di comprendere.

Ma soffermiamoci, per un attimo, sul Mito: esso è, per lo studioso tedesco Walter Otto, in origine la parola vera, proveniente da un’autorità il cui parlare non è suscettibile di essere messo in discussione. Questa autorità è il Divino del quale il Mito è forma, forma del suo manifestarsi, sulla quale poggia il rapporto dell’uomo col senso del Divino. Dunque, la sfera in cui agiscono le Muse svela, per prima, che tutto quel che è originario è misterioso e oscuro, conforta e salva, trasfigura, trasforma dal di dentro ed elargisce i suoi doni: Linguaggio e Poesia. Linguaggio e Poesia, da tempo e soprattutto oggigiorno, i più umiliati, violentati, fraintesi nella banalità del vivere disperso. Ma finchè vi saranno esseri umani in grado di ascoltare e di capire e finchè vi saranno poeti veri, autentici, originari Linguaggio e Poesia… sì la Poesia parlerà, ancora e sempre, nella sua originaria purezza.

 

Francesca Rita Rombolà

22 novembre 2014

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa (romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989) fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI. Scrive sul giornale on line PrimaPaginaOnLine.org.

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