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Francesca Rita Rombolà

Cos’ è il verso libero in Poesia

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Parliamo del verso libero in Poesia (il vers libre francese teorizzato da Gustave Kahn nel 1887) chiedendoci subito: che cos’è il verso libero in Poesia? E subito possiamo rispondere che il verso libero in poesia è il verso stesso e l’organizzazione del verso caratteristica della poesia contemporanea, che non corrisponde più ai principi propri della metrica ottocentesca nè ai modelli della metrica barbara. Il verso libero in Poesia ha infranto le regole tradizionali e reso impossibile o molto problematico il computo sillabico e, quale conseguenza, la sistemazione del verso nelle categorie tradizionali. Le tipologie del verso libero sono molteplici e complesse. Proviamo ad esaminarle brevemente una per una.

 

1) Versi polimetrici perfettamente tradizionali e regolari ma mescolati, all’interno di una poesia, senza un ordine preciso e senza la prevedibilità della metrica tradizionale.

 

2) Versi anisosillabici, ottenuti mescolando versi tradizionali e versi non tradizionali, generalmente lunghi che superano la misura dell’endecasillabo.

 

3) Versi lunghi, composti dalla somma di due o più versi della tradizione italiana(secondo il procedimento adottatto da Giosuè Carducci per l’esametro barbaro). Nel corso della lirica la misura può cambiare.

 

4) Versi molto brevi, versicoli o versi – parola che non hanno nessun riscontro nella tradizione, di misura sillabica continuamente oscillante(del tutto inutile tentare di contare le sillabe), la cui poeticità si affida agli ‘a capo’ e alle ungarettiane ‘isole di silenzio’ degli spazi bianchi. Eccone un esempio nella poesia SOLDATI di Giuseppe Ungaretti, in Allegria di Naufragi. Si sta come/d’autunno/sugli alberi/le foglie

5) E infine i versi iconici che risolvono in vario modo la scrittura poetica in immagine grafica(icona)come nei poeti futuristi o nei calligrammi di Guillaime Apollinaire. L’esempio più evidente: BOMBARDAMENTO DI ADRIANOPOLI di Filippo Tommaso Marinetti, massimo esponente del Futurismo italiano, tratto da’Zang Tumb Tumb’. (…)Questi pesi spessori rumori odori turbini molecolari/catene reti corridoi di analogie concorrenze e sincronismi/offrirsi offrirsi offrirsi in dono ai miei/amici poeti pittori musicisti e rumoristi futuristi.

In epoca post – moderna e al di là del post moderno forse non ha senso nemmeno più parlare di verso libero in Poesia. Il verso libero in Poesia si fonde e si confonde, gira, svolta e devia, distorce e maschera, rende irriconoscibile e quant’altro… e chissà? Qualche volta sembra ‘uccidere’ la Poesia.

  

Francesca Rita Rombolà

 

3 dicembre 2014

 

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa(romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989)fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà collabora oggi con L’Agenzia THOTH(www.thoth.it)che si occupa di eventi, pubblicità, comunicazione e scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI.

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