Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

Il Canto misterioso e sublime della natura

Il Canto misterioso e sublime della natura

Il deserto del Sahara, il più grande deserto della terra. Di giorno il sole arroventa la sabbia gialla e i ciottoli, il vento disfa e modella dune fugaci come gocce di pioggia, vaste come oceani surreali dimenticati in qualche angolo remoto della memoria. Di notte l’enorme distesa sembra giacere supina come per accogliere il riposo dei nomadi stanchi, delle loro carovane solerti e brulicanti di vita mentre il cielo stellato si adagia parallelo alla terra con la sua immensità quasi inverosimile che avvolge l’uomo, gli animali, le voci, i sospiri, gli echi perduti e lontani, remotamente lontani…

Le tribù beduine si raccolgono intorno ai fuochi accesi per disperdere il freddo notturno. Raccontano storie, avventure, fatti di una quotidianità mai scontata e banale ma piuttosto scandita quasi dall’imprevedibilità, dalla lotta, dal rischio. Soprattutto recitano versi composti nell’ispirazione immediata che sopraggiunge sempre o che rammemora un passato mitico sperduto nei giorni senza storia della creazione del mondo.

I Tuareg, ad esempio, avvolti negli abiti tradizionali color blu( sono chiamati “uomini blu” appunto per questo)elargiscono orgogliosi il dono del loro poetare nella lingua madre,Tamasheq, e nella caratteristica scrittura,Tifinagh, le cui dolce cadenze e la tonalità lieve, insieme ai segni di una scrittura affascinante e arcaica, ha radici sicure nel primitivo ed enigmatico mondo matriarcale. La loro antenata, la Madre Primordiale, era una regina giunta in tempi remotissimi e da luoghi remotissimi. Fra i molti insegnamenti e il sogno reale di una straordinaria eredità ancestrale ha lasciato, in primis, ad ogni generazione futura il grande poema dell’esistenza che canta di epiche battaglie, di passioni, di viaggi inverosimili, di traversate impossibili, di bellezze naturali e di paesaggi incantati ma soprattutto d’amore. Sì, d’amore. Canta l’amore in tutte le sue forme e in tutte le sue espressioni. L’amore quale afflato universale che permea e da vita ad ogni cosa. Al Tutto.

Questi fieri cavalieri dal volto velato che, in groppa ai loro dromedari percorrono chilometri e chilometri di dune e con le loro lunghe lance di notte infilzano le stelle, sanno da sempre, insieme ad altri nomadi tenaci e temerari loro pari, che la Poesia è come un grande segreto composto da tanti piccoli segreti sui quali l’occhio umano si deve posare appena al chè la lingua possa rivelare le meraviglie, l’incantum, di ciò che ogni singolo segreto custodisce.

 

Allora il deserto può subire una metamorfosi inaudita: possono spuntare e crescere bellissimi e sconosciuti alberi dai frutti esotici e la rosa decantata dai poeti di ogni età e di ogni paese, vi possono essere fiumi e laghi, cascate di acqua limpida e cristallina e il vento, leggero e silenzioso come lo Zephiro, può mormorare all’orecchio degli uomini che sanno percepire e ascoltare il Canto misterioso e sublime della natura.

 

Il deserto fiorirà come la rosa

Un tempo remoto e senza tempo

il Sahara era un giardino immenso

dove fiori

dal profumo soave e dai petali gentili

crescevano spontanei

insieme ad alberi

dai frutti succosi e dolci,

e il cuore delle sue genti era d’oro.

 

 

Ma venne il giorno

inaspettato e cupo

in cui il male entrò negli uomini

e la punizione di Allah fu esemplare:

il giardino scomparve sotto la sabbia

la rossa, bianca, rosa, gialla sabbia del Sahara.

Solo la palma resistente e longeva

rimase in superficie

diritta e sicura quasi a toccare il cielo

e le sue foglie

diedero riparo all’uomo stanco

e i suoi frutti nettare da bere

nella gioia e cibo dolce

per lenire le sue amarezze.

 

 

Ma verrà anche un giorno

ritornerà ancora il giorno

atteso e lieto in cui

il cuore delle sue genti

ritornerà ad essere d’oro

per risplendere ancora

ai raggi del sole nascente

sulle rive dei fiumi azzurri

e all’ombra degli alberi verdi,

e il deserto fiorirà come la rosa

il deserto del Sahara

fiorirà come la rosa.

 

Francesca Rita Rombolà

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa (romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989) fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI. Scrive sul giornale on line PrimaPaginaOnLine.org.

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