Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

Il sacro fuoco della Poesia e i muri da abbattere

Muri di pietra. Muri di gomma. Muri di ghiaccio. Muri di cristallo. Muri di legno e fin’anche di sabbia. Muri invisibili fatti di etere o aria, di omertà o di rancore, di invidia, di malvagità, di incomunicabilita, di odio o di vanagloria, di egoismo o di perbenismo, di paura o di pregiudizi. Un muro davanti alla tua strada. Sul tuo cammino già tortuoso e difficile. Un muro alto o basso. Che separa e che divide. Un muro come una barriera. Che si snoda per kilometri in lunghezza e in larghezza. Attraverso lo spazio e il tempo. Un muro che ti impedisce di vedere. Di guardare. Di sognare. Di immaginare. Di scrivere. Di poetare. Di vivere. E forse perfino di morire quando lo desideri tanto. Quanti muri nel nostro percorso esistenziale e nella storia dei popoli e delle nazioni. Muri di ogni genere. Di ogni tipo. Di ogni natura. Di ogni sostanza. Muri costruiti apposta. Talvolta per sbaglio o per ripicca. Talvolta per disprezzo o per protezione. Muri costruiti perfino per troppo amore o per eccessiva e inconscia morbosità. E i giorni corrono e avanzano sempre. Se la Poesia è abbastanza forte, potente, tenace, costante. Se il suo ascolto è veritiero e sincero. Se il suo fuoco è rosso, tellurico, ardente e puro. Un sacro fuoco immortale che avvolge senza bruciare. E la sua ispirazione è abbastanza sicura e leale. Allora i muri possono essere abbattuti, distrutti, annientati. Nessun muro per quanto alto, lungo, largo, possente, oltre lo spazio e oltre il tempo potrà mai resisterle.

 

All’incrocio dei giorni

 

Nuvole in cielo e felici risvegli

Nel vento corre la sera

Su strade e autostrade

Che non hanno direzioni

Al confine di un mondo finito

 

Contro un muro di gomma

Rimbalza il silenzio

Contro un muro di pietra

Rimbalzano i sogni

E si consuma l’amore

All’incrocio dei giorni

 

Striano l’orizzonte lontano

Le luci di un grande aeroporto

Una stella viene verso di noi

E le lacrime ti rigano il viso

Al confine di un mondo diviso

 

Contro un muro di gomma

Rimbalza il silenzio

Contro un muro di pietra

Rimbalzano i sogni

E si consuma l’amore

All’incrocio dei giorni

 

Nei campi di crochi

E fra rossi papaveri

Sorge l’aurora di luglio

E ci avvolge soave

Al confine di un mondo rinato

 

Contro un muro di gomma

Rimbalza il silenzio

Contro un muro di pietra

Rimbalzano i sogni

E si consuma l’amore

All’incrocio dei giorni

 

Questa pioggia che lava

Le piazze e i quartieri

Questa neve che copre i palazzi

Si trasformano in gocce di luna

Al confine di un mondo vissuto

 

Contro un muro di gomma

Rimbalza il silenzio

Contro un muro di pietra

Rimbalzano i sogni

E si consuma l’amore

All’incrocio dei giorni

 

Vieni accanto al mio cuore che batte

Ed ascolta i suoi palpiti lievi

Una musica greve ci culla

Un destino incerto ci porta

Al confine di un mondo più amato

 

Francesca Rita Rombolà

 
19 luglio 2015
 
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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa (romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989) fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI. Scrive sul giornale on line PrimaPaginaOnLine.org.

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