Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

Io che sono donna

Io che sono donna

Spesso mi disprezzi e mi colpisci. Mi ami eppure mi uccidi senza pensarci su neanche un attimo. Perchè tanto odio contro di me che sono donna? Perchè mi maltratti, a volte, in modo così brutale? Quando mi colpisci, mi batti, mi squarci è come se stessi facendo ciò alla terra, alla natura, all’erba, ai fiori, ai frutti.

Quando con le tue bombe distruggi interi villaggi e città causando morte e rovina è me, che sono donna, che colpisci. Quando spari all’improvviso tra una folla di persone anonime o ti fai saltare in aria spargendo morte gratuita e inutile dapertutto è me, che sono donna, che colpisci perchè io rappresento il rispetto per la vita e sono il simbolo di ciò che questo pianeta ha di più meraviglioso e di più prezioso.

Un mondo freddo l’uomo prepara quando sopprime l’altro se stesso cioè la donna come compagna e l’eterno femminino che egli porta nel suo essere, a livello immaginifico, fin dalla nascita. Un mondo arido, spoglio, inerte, inospitale costruisce quando odia e annienta l’essere che gli è complementare e del quale non potrà mai, in fondo, farne a meno…

E la temperatura si abassa. Scende giù. Sempre più giù. Rapidamente. E va verso lo Zero Assoluto dove la donna e la Poesia non possono vivere e neanche sopravvivere. Ricordati per un attimo, o uomo, che io come donna ti ho concepito, ti ho portato nel seno e ti ho fatto nascere qui: nel posto che occupi, da privilegiato, su questo pianeta piccolo, di periferia, insignificante in mezzo alle galassie che compongono il Cosmo eppure davvero importante perchè su di esso si è sviluppata la vita.

Mentre mi maltratti e mi uccidi e insieme a me maltratti e uccidi il rispetto per ogni cosa, per gli esseri tutti, umani e non umani, non dimenticare, almeno per qualche momento soltanto, che senza la donna, e forse anche un tantino senza la Poesia, non puoi vivere e nemmeno sopravvivere neanche tu.

Solo e solitario, potente e, allo stesso tempo, inerme a -273 gradi Kelvin?! Impossibile. Tale temperatura è la più bassa che si conosca nell’Universo. E ad una tale temperatura perfino gli stessi concetti di freddo e di morte non sono più quelli che normalmente si conoscono. E’ così bello guardare alla vita, e a tutto quello che ci circonda, con occhi semplici che sappiano sorridere appena anche nelle avversità più tremende.

Se io muoio fatta a pezzi, dilaniata, oltraggiata nel corpo e nell’anima, dimenticata e trafitta scenderà all’improvviso il buio e farà freddo, proprio tanto, tanto freddo… Ma io, che sono donna, continuerò sempre, in qualche modo, a cercare di dare, al mondo, a tutti, un pò di vita e di Poesia.

 

Con lacrime d’oro

Lividi e sangue

e parti di me.

E’ l’anima che si disperde

prima del corpo

e fugge con lacrime d’oro

sul volto irriconoscibile:

gocce cristalline di sconfitta apparente

semi vivi di vittoria futura.

 

Francesca Rita Rombolà

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa(romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989)fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà collabora oggi con L’Agenzia THOTH(www.thoth.it)che si occupa di eventi, pubblicità, comunicazione e scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI.

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