Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

La Poesia e la Libertà

La Poesia e la Libertà

La Libertà. Un’ idea? Un ideale? Una metafora? Un eufemismo? Un ossimoro? Un concetto astratto? Un dissertare filosofico? Un qualcosa di etereo? Di impalpabile? Un’ illusione? Una chiemera? Un qualcosa di impossibile? Di irragiungibile? Di inverosimile? Di incredibile? Un ‘ utopia forse?(Il Regno della Libertà…). La Poesia è libertà? La Libertà è poesia?

Fatto sta che poesia e libertà hanno sempre avuto un legame profondo e spesso oscuro, imperscrutabile, quasi indicibile. Ogni essere vivente ha bisogno della libertà per vivere. Non per sopravvivere. Si può vivere senza libertà, ma qualcosa non va. Qualcosa manca. Qualcosa non funziona. Non si è liberi. Allora non si è vivi. Non si è felici. Non si è normali. Si è al di fuori della normalità. Al di fuori dell’ ordine naturale delle cose. Al di fuori della natura. Dunque la Libertà è importante per ciascun essere vivente di questo pianeta… imporante e fondamentale quasi quanto l’ aria che tutti respiriamo. Eppure da sempre si fa fatica a capirlo, si ha difficoltà a comprenderlo pienamente. Forse perchè lo si percepisce solo in modo inconscio e ci vuole qualcuno o qualcosa a “scuotere” l’anima e a far affiorare alla coscienza il senso di libertà sopito, perduto, strappato, spezzato, rubato, smarrito, schiacciato, distrutto, imbrutito. Questo qualcosa o qualcuno è la Poesia, e il poeta che lo esperisce con il suo cantare.

Un uomo libero è un uomo completo che ha trovato il giusto equilibrio con se stesso e con l’universo intero. Un uomo schiavo, prigioniero ma che tuttavia anela alla libertà come al sommo bene per sè, creatura o essenza vitale, quale particella compresa nella meravigliosa vastità dell ‘ universo sa che la Libertà è il più crudele e il più sublime dei sogni e che il poterla ottenere o raggiungere comporta un atto poetico(perchè forse estremo)davvero sovrumano.

Da ragazzina ero solita salire in cima ad una verde collinetta e a perdermi con lo sguardo e i pensieri nella vasta lontananza di un orizzonte che comprendeva il mare, vulcani, isole e aspri paesaggi fatti di boschi e di formazioni rupestri misteriose e remote. Sentivo in me un desiderio di libertà intenso e infinito, e la mia immaginazione prendeva il volo come un’ aquila ad altezze vertiginose… Per me la Libertà era un punto. Mi volgevo da ogni parte e cercavo questo punto non ben precisato, non ben stabilito, forse neppure inserito nelle normali coordinate spazio – temporali. Era la Poesia(talvolta anche senza accorgermene)che mi veniva, per così dire, in aiuto. Ella mi guidava verso quel punto immaginario e immaginifico o forse simbolico che raffigurava o conteneva in sè la Libertà. E una sensazione di benessere mi pervadeva tutta. Sia il corpo, sia l’anima, sia lo spirito.

La Libertà forse è l’aspetto più raggiante e più naturale della poesia. E’ talmente luminoso e colmo di bellezza da superare l’ assunto tanto famoso: << Attimo, sei così bello. Fermati! >>. La Poesia e la Libertà sono la personificazione dell’ Essere che ha raggiunto il suo culmine, la sua potenza e la sua essenza e che perciò non cerca più. Non desidera più. Non vuole più. E poichè è entrato nella quiete si sente appagato. Non vi è e non vi sarà mai uomo, animale o pianta al mondo che portando in sè con fierezza il seme endemico della libertà non porti anche, velato e pudico, palese e in rilievo, il seme della poesia. La Poesia ha tenuto, tiene, terrà accesa la fiaccola della libertà ovunque e per chiunque; la fiaccola della libertà ha recato, reca e recherà la Poesia a chiunque e ovunque. Troppo simili. Troppo uguali. Mai e assurdamente le si potrà separare o dividere sul cammino dei popoli, sul cammino delle singole coscienze e sul cammino dei viventi tutti.

 

IL PUNTO DELLA LIBERTA’

Per lunghi anni

La mia inquieta pubertà

Ha sondato quello fra i punti cardinali

Che tenesse in uso la strada

Verso la libertà.

Ma i giorni ancor più lunghi

Destarono la diffidenza degli essere meno umani:

Si accorciarono le notti

E lunghissime si fecero le attese

Ai margini erbosi in disuso.

Lo specchio capovolto a mezzogiorno

Segna oggi il passo alle ore

Sul mio viso di bambina.

 

Poesia tratta dalla silloge poetica PETALI GRIGI (anno 2004) di Francesca Rita Rombolà

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa (romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989) fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI. Scrive sul giornale on line PrimaPaginaOnLine.org.

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