Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

La Poesia, un potenziale “rivoluzionario, di libertà, di lotta” spesso sottovalutato e spesso sconosciuto

La Poesia, un potenziale "rivoluzionario, di libertà, di lotta" spesso sottovalutato e spesso sconosciuto

In una prigione terribile sconosciuta al mondo dove chi chi vi è rinchiuso vive in condizioni disumane, qualcuno ha con sè un libro di poesie di un poeta che ha cantato la libertà, la bellezza e la potenza della natura, la dolcezza dei sentimenti, le meraviglie dell’amore, il mistero della vita. E’ l’unica cosa che possiede in quell’ambiente fatiscente, umiliante e doloroso. E’ l’unica cosa che i suoi carcerieri-aguzzini gli consentono di tenere con sè. E’ il suo unico possesso in un luogo dove non si possiede più niente forse nemmeno più la propria autostima e la propria dignità umana, le quali vengono messe a dura prova quasi ogni giorno e, ogni giorno, venendo meno ad ogni nuova “seduta” di tortura. Un libro di poesie. Già. Chissà poi perchè i carcerieri-aguzzini consentono proprio il possesso di un libro di poesie a prigionieri-detenuti che vogliono “annientare” non solo fisicamente ma soprattutto e principalmente psicologicamente cioè nello spirito, nell’anima, nella capacità di pensiero e di raziocinio. Già. Forse perchè ritengono che un libro di poesie, che una singola poesia, che qualche verso stampato su carta sia la cosa più innocua, più banale, più inutile e più insignificante del mondo. Sì, forse è così. Forse è proprio così. Eppure c’è un qualcosa… sì un qualcosa che non va, un qualcosa che sembra non tornare nel senso che ogni qualvolta il detenuto-prigioniero, in possesso di questo libro di poesie, entra nella “camera segreta della tortura” per essere sottoposto al terzo grado quotidiano anzichè risultare più indebolito, fiaccato, piegato o addirittura spezzato appare più forte nel corpo e più motivato nello spirito. Forte e motivato a resistere, a sopportare ogni “trattamento” con coraggio, una determinazione e una fierezza a dir poco sorprendenti! Perchè? La lettura di una poesia, in un’ora imprecisata del giorno o della notte, in un angolo buio talvolta senza cibo nè acqua; forse nemmeno la lettura soltanto ma un leggere e un meditare e infine un interiorizzare può rafforzare, rinvigorire e dare speranza e schiudere orizzonti immaginifici infiniti quanto straordinariamente luminosi e improvvisi come tempeste inverosimili e uragani inauditi? Credo proprio di sì. Ogni periodo storico lo documenta ampiamente e ogni personaggio, famoso o meno, che ha vissuto sulla propria pelle una tale esperienza spaventosa ed estrema marca, con la sua testimonianza, la fisionomia di un’epoca sempre e comunque violenta e tragica, oppressiva e tuttavia protesa verso un futuro meno inumano e più giusto.

Quanto conforto o energia può dare una poesia, un suo verso racchiuso in un libricino anche sgualcito, semistrappato, consunto e dalle pagine ingiallite? Quali dimensioni spazio-temporali può spalancare di colpo o aprire lentamente e costantemente? Di sicuro molto e molte. Allora la Poesia ha un potere enorme, un potenziale “rivoluzionario, di libertà, di lotta” spesso sottovalutato, spesso sconosciuto, quasi oscuro che è difficile comprendere appieno e la cui profondità può toccare l’abisso ultimo o la scaturigine iniziale. Peccato che tutto ciò, nel terzo millennio, viene sottovalutato, non lo si conosce affatto o non lo si vuole conoscere… o forse sì!?

 

Tortura

So che oltre questa disumana vilolenza

esiste il cielo azzurro.

So che oltre questa inumana sofferenza

esiste la solidarietà

e l’invisibile e oscuro vincolo fra gli uomini.

So che oltre questo mio dolore

senza sbocco, senza fine e senza pietà

esiste il misterioso filo d’oro della parola.

So che la parola quando si fa canto

libera, sconvolge, resiste.

Allora, dunque, portami

alla ruota o al cavalletto

ai ferri roventi o all’acqua gelida

che logora i iei polmoni

saprò guardarti negli occhi

e guardare al di là di questi muri

inesistenti per il mondo civile e libero

con tutta la dignità umana

della mia persona

e con la completezza del mio essere

che la tortura

non è riuscita a scalfire.

 

Francesca Rita Rombolà

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa(romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989)fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà collabora oggi con L’Agenzia THOTH(www.thoth.it)che si occupa di eventi, pubblicità, comunicazione e scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI.

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