Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

La primavera nel suo primo dì

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Al di là del Nord,

del ghiaccio,

dell’oggi,

al di là della morte,

in disparte

la nostra vita,

la nostra felicità!

Nè per terra

nè per acqua

puoi trovare la strada

verso noi Iperborei:

così una bocca sapiente vaticinò di noi.

 

da Ditirambi di Dioniso e Poesie Postume di Friedrich Nietzsche

 

Il freddo è terribile. E’ irresistibile. Il gelo è sovrano. Impera. A questa temperatura (- 273° Kelvin), la più bassa che si conosca nell’Universo, il freddo non lo si percepisce nemmeno più. Non lo si sente affatto. Non è più una sensazione. Non stimola più nessun organo della percezione. E’, piuttosto, un qualcosa di impalpabile, di etereo. E’ un qualcosa che è nel sangue, come una specie di fluido che lo permea e lo attraversa tutto. Pulsa nella mente, tuttavia senza pulsare: un battere statico, un ritmo inerte, poichè il cuore non batte più. Non pulsa. Sembra racchiuso in una teca di cristallo così… talmente spesso che non scompone nemmeno la luce nei diversi colori dello spettro. La luce… il sole. Cosa sono? Il fuoco, la fiamma, il calore… Cosa sono? – 273° Kelvin. Vortici di spirali a velocità vertiginose. Corpi celesti in collisione. Stelle supergiganti che esplodono. Catastrofi immani nel Cosmo. Nel silenzio totale. Più puro e assoluto. Tutto è silenzio. Al di là della vita e della morte. Nello spazio cosmico il suono non si propaga. Negli abissi della terra. Nel profondo. Nei baratri del sottosuolo. Nella radice tellurica dell’anima. In buie caverne. Presso fiumi sotterranei. Nei non-luoghi dell’esistenza. Prima dell’inizio del tempo e dopo la fine del tempo. Dove la materia finisce e l’anti-materia si consuma. La temperatura non è neanche più misurabile. Gradi Celsius, Fahrenheit, Kelvin. Cosa sono? Semplici convenzioni umane. L’uomo al di là del tempo e dello spazio? Dimensioni senza luce e suono. Niente è. Niente esiste. Il Nulla. Il concetto del vacuum. Qui è in ballo Dio. La sua esistenza e la sua essenza. Respiro primordiale. Sospiro preternaturale dell’essere. Vibrazione e parola. La vita, la parola, il canto. Una voce. Un grido. Il mio sussurro, il tuo sussurro. Ora iniziamo a muoverci. La temperatura inizia lentamente a salire. Sta salendo sì. Sale. Ci riscaldiamo un pò, ancora debolmente. Parliamo. Tutto ha avuto fine. Tutto ricomincia. Tutto ha inizio. Nascono gli umani. Tu e io. Seme dell’Humanitas. Nasce la Poesia.

  

Oggi è il 21 marzo. E’ finito l’inverno. Termina il freddo. Inizia la primavera nel suo primo dì. E’ la Giornata Mondiale della Poesia.

  

21 di Marzo

 

Dei nidi la memoria cresce

con l’ansito del treno dei velluti.

e il suo giorno

volta incredulo le grandi strade.

 

da Alba, sul ponte sospeso di Francesca Rita Rombolà

 

21 marzo 2015
 
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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa(romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989)fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà collabora oggi con L’Agenzia THOTH(www.thoth.it)che si occupa di eventi, pubblicità, comunicazione e scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI.

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