Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

La repubblica dei poeti

La repubblica dei poeti

E se un bel giorno, improvvisamente, i poeti fondassero la loro repubblica!? Ahimè credo che il mondo, così come lo conosciamo e nel quale viviamo, andrebbe davvero in tilt. Forse si produrrebbe la più grande e la più radicale rivoluzione che l’uomo abbia mai fatto e la Storia abbia mai visto. Il reame dei poeti, con il retrogusto sognante di una fiaba o, forse meglio, la repubblica… si ecco, alfine, proprio la repubblica dei poeti! La repubblica dei poeti.

Ma come sarà o dovrebbe essere la repubblica dei poeti? Non si è mai vista e mai sentita una cosa del genere, eppure tutti la auspicano da sempre, tutti la desidererebbero o la vorrebbero da sempre, tutti da sempre la aspettano quasi come gli antichi ebrei attendevano il messia, cioè colui che avrebbe potuto liberarli dal giogo straniero e salvarli da un qualcosa di ineluttabile. Tutti. Anche quelli che non sanno cosa siano nè i poeti nè la loro repubblica e perfino gli apatici e gli indifferenti alle cose, alla vita e a se stessi perchè la repubblica dei poeti è quasi una sorta di ideale misterioso e oltremodo imperscrutabile che alberga con continuità atemporale nell’inconscio collettivo dell’intera umanità. Forse la repubblica dei poeti è il luogo ideale dello spirito in generale e dell’interiorità pià profonda, in particolare, di ciascuno. Se dovesse, per assurdo, tradursi nella realtà e assurgere ad entità politica vera e propria allora sarebbe, in primis, la cosa più apolitica e, insieme, impolitica esistente al mondo…

Nella repubblica dei poeti tutto è il contrario di tutto. Ogni contrasto, divergenza, violenza, contraddizione, tortura, coercizione, sopraffazione, abuso, corruzione, diseguaglianza di genere, di razza, di etnia, di cultura e di religione è stato appianato o semplicemente non esiste più. Non più il nero del bianco e il bianco del nero, perchè non c’è più nè un colore bianco nè un colore nero per poter creare antitesi e asimmetria degli opposti. Il nero è stato “assorbito” dal bianco e il bianco dal nero. Sarebbe una repubblica dove la libertà avrebbe una sovranità che saprebbe di cielo e di stelle, di terra, di acqua, di fiori selvatici e di vento; una libertà infinita ma non illimitata. Una repubblica dove il respiro sarebbe lieve, sommesso e puro come quello dei bimbi nella culla e l’atto stesso del respirare un alito di vita che riesce ad abbracciare in modo caldo, confortante e amorevole tutto quel che incontra, vede o percepisce.

Una repubblica dove ogni cittadino, umano e sovrumano a un tempo, sarebbe scevro da ogni paura. Sì, affrancato dalla paura, da ogni forma di paura; dove il concetto stesso e l’essenza medesima di paura, sia a livello conscio che soprattutto a livello inconscio, non esistono. Non esistono più. Non esisteranno più. Impossibile? Incredibile? Inconcepibile? La repubblica dei poeti… sarebbe il Potere, per primo, ad averne paura. Il potere, indipendentemente dalla forma di governo(democrazia, dittatura, oligarchia, monarchia, diarchia, tetrarchia, partitocrazia, tecnocrazia ecc. ecc.). Il Potere in sè, che non rinuncerebbe mai e poi mai alla propria millenaria sovranità sugli uomini, gli animali, la natura.

 

 

Le catene della paura

Non è un sogno, ma è il sogno

non è un inganno, ma è il vero

non è un ideale, ma è la realtà.

Trattieni nel palmo della mano

il calore non ancora dissolto

e l’amore dei trapassati

che non moriranno più un’altra volta.

Le catene della paura

assurde e dolorose

sono spezzate per sempre.

 

Francesca Rita Rombolà

 

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa(romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989)fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà collabora oggi con L’Agenzia THOTH(www.thoth.it)che si occupa di eventi, pubblicità, comunicazione e scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI.

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