Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

L’anarchia in poesia

L'anarchia in poesia

Generalmente l’anarchia è sinonimo di rivoluzione. Di confusione. Di caos. E politicamente, ma anche socialmente, è sinonimo di uno Stato senza leggi, senza regole, senza moderazione, senza equilibrio dove tutto è contro tutti e tutti sono contro tutto; la vita civile, la civiltà stessa, talvolta, risultano compromesse, mutilate o addirittura inesistenti. Nessuno rispetta più nessuno. Nessuno segue più una norma o una tradizione, una consuetudine o un modus vivendi e operandi.

Non esiste più un’autorità di alcun tipo e nemmeno un qualche punto di riferimento intorno al quale orientarsi per gettare le basi di un qualcosa di realizzabile e per costruire un qualcosa di reale e di possibile per la comunità umana in sè. Il passato è obliato o volutamente rimosso in un inconscio collettivo oscuro e, allo stesso tempo, indefinibile; il futuro è un’ombra vaga senza fattezza alcuna fra oceani di nebbia immersi nella sera autunnale, prigioniero in un blocco di ghiaccio secco la cui temperatura va alla deriva verso lo Zero Assoluto; il presente sembra quasi dilazionato all’infinito: non ha un inizio e non ha una fine, può rendersi manifesto in attimi inquieti e feroci come in secoli apatici e inflessibili concentrati in giorni vacui privi di dimensione. Si vive e si muore. Ma in realtà non si muore e non si vive.

Uno spettro che fa paura si agita ovunque nelle coscienze e nelle strade con un ghigno malvagio e una strana maschera di bontà. Ma nell’Arte non è così. Nel campo dell’Arte non è così. Soprattutto in poesia non è così. L’artista in genere, il poeta in particolare sanno che l’anarchia è fonte segreta inesauribile di creatività, sorgente limpida che veicola le sue acque impetuose e preziose nel fiume straordinario e vitale dell’immaginazione. L’anarchia allora è grido di dolore o di esultanza. E’ ruggito di rivolta interiore e di forza sovrumana che annienta ostacoli e spiana strade bloccate da troppo tempo. E’ perfino stile di vita terribile, meraviglioso, folle al di fuori e al di là di ogni logica accettabile. L’anarchia è urlo. Urlo di libertà. L’urlo della libertà ritrovata o riconquistata. L’urlo della libertà nel suo elemento naturale ed eterno.

L’anarchia è l’incontro cruciale sul percorso dell’esistenza del poeta, ciò che lo sollecita ad ascoltare il richiamo della poesia e, in seguito, lo inoltra nel mondo incantato e misterioso dei suoi segreti. Non è caos. Non è confusione. Non è rivoluzione. E’ l’anarchia del poeta. E’ l’anarchia in poesia. E’ la vita che si rigenera sempre. E’ l’ideale. E’ il sogno. E’ la bellezza. E’ l’esistenza tumultuosa, silenziosa, feconda dell’Essere, indispensabile come l’aria e come l’acqua su un pianeta arido ancora in formazione o alla fine dei suoi giorni. L’anarchia è quel che ha fatto dire di sè, al filosofo Noam Chomsky, queste parole: << L’anarchia è l’ideale ultimo al quale l’umanità deve avvicinarsi al più presto. La vera vita dell’uomo consiste nell’ arte, nel pensiero e nell’amore, nella creazione e nella contemplazione della bellezza e della conoscenza scientifica del mondo. >>

 

Incontro sul percorso dell’esistenza

 

Un giorno incontrai una donna

e proseguimmo insieme per il sentiero.

Parlavamo e ridevamo insieme.

Forse sì, eravamo diventate amiche.

Ci togliemmo quei quattro stracci di vestiti

e ci tuffammo nelle acque fresche di un fiume

per scrollarci di dosso

il sudore la polvere la fatica e la stanchezza.

Fu allora che la mia compagna di viaggio

mi disse il suo nome:

“Mi chiamo Anarchia, puoi continuare

la strada con me se vuoi.”

“Dove vai tu?” le chiesi.

“In nessun posto e in molti posti

diversi” mi rispose.

“io invece aspetto qualcuno.”

Il mio sguardo la seguiva impassibile

mentre scompariva alla fine del precipizio sassoso.

Rimasi ad aspettare e a camminare

ero convinta che l’avrei incontrata ancora.

 

Poesia tratta dalla silloge poetica “Alba, sul ponte sospeso” (1994) di Francesca Rita Rombolà

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa (romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989) fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI. Scrive sul giornale on line PrimaPaginaOnLine.org.

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