Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

L’ascolto del Dire originario e il poetare, in via di estinzione o estinti

L'ascolto del Dire originario e il poetare, in via di estinzione o estinti

Perchè non  domandarsi subito: la Poesia è dunque, presumibilmente, un qualcosa in via di estinzione? Si può rispondere: no, forse no; sì, forse. Però forse si è già estinta. Nel senso che mai come in questo primo scorcio del terzo millennio le case editrici(grandi e piccole, famose e non, conosciute e di successo, sconosciute e di nicchia)hanno “sfornato” e “sfornano” in continuazione una enorme quantità di libri di poesia(sillogi, raccolte, antologie, pagine di versi buone per ogni circostanza e adatte ad ogni occasione)e mai come in questo momento attuale la gente scrive e pubblica libri di poesie di tutti i generi.

I premi di poesia e i concorsi a tema libero o a tema proposto per scrivere una poesia non superante un certo numero di versi si moltiplicano di anno in anno, spuntando dapertutto e ovunque come i funghi nel bosco dalla sera alla mattina. E mai come in questo primo scorcio del terzo millennio i loro nomi sono stati e sono altisonanti, pieni di retorica(vera o falsa che sia), tronfi e gonfi di sottotitoli galleggianti sopra le acque, immote e incolori, della metafora assurta a sistema.Premi e concorsi che ai vincitori(sempre più di uno e ai primi classsificati)elargiscono coppe, pergamene, diplomi di benemerenza neanche si trattasse di competizioni sportive, le quali “laureano” il futuro poeta , lo riempiono di orgoglio e di vanagloria e in più con una bella corana di alloro sul capo non sempre in senso metaforico ma molte volte anche vera, cioè materiale e con foglie freschissime.

Ma (come sempre accade c’è un “ma”)… nessuno, preso singolarmente, è un vero poeta; nessun libro di poesie, esaminato attentamente, nessuna poesia, scandagliata in profondità, esprime il senso inaudito, intenso, completo del vero poetare e la misterica elevazione della Poesia. Riuscire a trovare oggigiorno una poeta in mezzo a migliaia di persone che scrivono e pubblicano poesie è come cercare un ago in un pagliaio. Leggere un verso, una parola, per non dire un’intera poesia che riesca a trasmettere il proprio pathos e la propria “anima” pizzicando le corde più profonde del cuore umano e lacerando le sue “parti vitali più oscure” è impresa difficilissima. Forse non si capisce e non si intuisce nemmeno più la vera funzione della Poesia, del poeta e del poetare, per cui se esistono ancora il poeta e la Poesia sono nascosti, dimenticati, alienati e come “imprigionati o custoditi” dentro la sfera imperscrutabile dell’oblìo del mondo.

Il poetare? Un porsi in ascolto del Dire Originario o Linguaggio primordiale e atemporale dell’Essere ed elargirlo agli uomini quale dono prezioso che si esplica e si svela nell’apertura del Linguaggio verso le cose tutte. Il poeta? Un mezzo, un tramite, un medium, quasi un sensitivo e un veggente fra la vita e i suoi cicli incessanti(il suo nascere, morire, rinascere)e un’ermeneutica(cioè un modo di captare e interpretare il Dire Originario)fluente e sempre rinnovata(cioè la creazione di una lingua che sappia additare all’esistenza creando se stessa). La Poesia? Gaston Bachelard dice che “la Poesia è metafisica istantanea: in un breve componimento deve trasmettere una visione del mondo e il segreto dell’anima, degli esseri e degli oggetti”.

Ma la Poesia è e rimane, su tutto, la dimora dell’Essere alla quale è affidato il senso primo e ultimo del vivere e del morire; eternità oltre lo spazio – tempo che accosta, avvicina, unisce gli uomini servendosi appunto del Dire Originario(essenza e forma del suono, della parola, dell’enunciato). Quanti poeti e quante poesie riflettono o, ancora di più, incarnano in questo primo scorcio del terzo millennio quello che ho appena espresso in sintesi e con parole forse oscure e poco adatte alla complessità dell’argomento? Farse quasi più nessuno e forse quasi nessuna poesia anche se ben scritta e con serietà di intenti. I poeti si sono estinti. La Poesia anche…Ah tempi di ascosità e di indigenza, neanche comprendiamo quasi più di andare, lenti e inesorabili, verso lo Zero Assoluto.

 

Francesca Rita Rombolà

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa(romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989)fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà collabora oggi con L’Agenzia THOTH(www.thoth.it)che si occupa di eventi, pubblicità, comunicazione e scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI.

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