Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

L’Epopea di Gilgamesh, il più antico poema dell’umanità

05062015145426_sm_12347

L’Enuma Elish o l’Epopea di Gilgamesh è il più antico poema dell’umanità che si conosca. Esso proviene da un’epoca di cui si era perduta ogni traccia e ogni ricordo, finchè gli archeologi, con i loro scavi, non iniziarono a portare alla luce, nel secolo XIX, le antichissime città sepolte del Medio Oriente. Le tavolette di argilla, che riportano il racconto delle gesta di Gilgamesh in caratteri cuneiformi, furono rinvenute negli scavi della città di Ninive. Enuma Elish è il verso iniziale del poema in lingua sumera, forse fra le più antiche e meno conosciute del mondo.

 

Chi era Gilgamesh? Il re della città di Uruk. Dal nome di questo sovrano prende vita una storia ricca di personaggi, di colpi di scena, di avventure, dove c’è posto sia per l’amore che per l’odio e dove la tragicità e insieme la grandezza ne delineano e ne configurano la completa portata letteraria. Gilgamesh vuole raggiungere l’immortalità(sogno dell’uomo di ogni tempo fino ai giorni nostri)e si mette alla ricerca dell’erba che la dispensa custodita da un serpente. L’eroe Utnapistim sopravvissuto al diluvio universale, ritenuto immortale e senza vecchiaia, sarà il suo punto di riferimento e, in un certo senso, il suo consigliere speciale.

 

Alla fin fine, Gilgamesh non gusterà mai ‘l’erba dell’immortalità’, e il suo sogno si rivelerà vano come quello di ogni uomo. Questo poema è bello, affascinante, sublime per la sua straordinaria antichità o per le vicende e le situazioni in esso narrate? L’affabulazione è, di certo, meravigliosa. Quattromila, tremila anni prima di Cristo nella ‘fertile mezzaluna’, ossia sulle sponde dei fiumi Tigre ed Eufrate, gli uomini hanno saputo costruire opere mirabili e splendide città, ma soprattutto hanno saputo cantare di eroi, di dei, la gioia e il dolore umani, l’eros e la passione facendo sognare, trepidare allietando e consegnando il tutto alla ferma e misteriosa atemporalità della Poesia.

 

Quale stridore con la situazione odierna in cui versano i luoghi compresi fra il Tigre e l’Eufrate! Dove un tempo immemorabile regnava la prima civiltà umana oggi regna la morte, la distruzione, il furore dell’iconoclastia dovuti all’integralismo religioso più fazioso, più bieco e più ipocrita. Allora, poeti sconosciuti, noti e meno noti, celebri e famosi, cantiamo o canteremo( dopotutto possiamo ancora farlo) nel mondo ciò che i nostri orecchi sentono e i nostri occhi vedono? La nuovissima epopea del sangue, della morte, degli orrori e del terrore gratuiti e quasi onnipotenti, senza più dei ed eroi, grandi gesta o avventure sovrumane, erotismo, amori, rivalità e gelosie?

 

Affidare al Canto ciò che nel 2015 d. C. accade nei luoghi dove sorsero, nel 4000 – 3000 a. C. , Ninive, Uruk e Ur e dove Gilgamesh lottò, amò, pianse, esplorò territori e conobbe genti millenni e millenni orsono? Sì, sarebbe lecito e giusto, perchè la Poesia trasfigura anche la violenza, la distruzione e la morte gratuite. Peccato che non si parla più di epopee e non si scrivono più poemi. Il poema come genere letterario sembra morto o dormiente dentro immensi blocchi di ghiaccio. Il giorno della fine l’Epopea di Gilgamesh ci accompagnerà all’ecatombe come uno spettro vacuo senza epoca o patria. Il giorno della rinascita ‘riscopriremo’ l’Enuma Elish, che scavalca le ere e i confini geografici dettati dagli uomini per insegnare nuovamente loro come scrivere un poema, fra le rovine di città, di sogni, di idee e di civiltà coperte dalla cenere e dall’oblìo.

 

Francesca Rita Rombolà

 
7 giugno 2015
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Tags

Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa (romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989) fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI. Scrive sul giornale on line PrimaPaginaOnLine.org.

Utenti online