Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

L’immaginazione e la potenza arcana della Poesia

20052015161802_sm_12141

Il pellegrino Dante è ormai prossimo al fondo dell’Inferno, il primo dei tre regni ultraterreni, cantati nella Divina Commedia,(gli altri due sono il Purgatorio e il Paradiso) che deve visitare per forza maggiore ovverossia per volontà divina. Il buio, ora, si fa fitto e tenebroso tanto che si riesce a vedere con difficoltà. Al contempo, la ragione si ottenebra e i sensi si confondono. In lontananza, il pellegrino crede di scorgere una serie di alte torri e domanda, perciò, alla sua guida d’eccellenza, il poeta latino Virgilio, se si stiano avvicinando ad una città. In realtà, avvicinandosi sempre di più, egli si accorge che quelli, in un primo momento credute torri, sono invece giganti sprofondati fino alla vita dentro pozzi di pietra.

 

Essi formano una cerchia intorno alla nona sfera infernale. Uno dei giganti che torreggiano intorno al pozzo centrale è Anteo, colui che acquistava nuove forze ogniqualvolta veniva a contatto con sua madre, la Terra, e che fu sconfitto da Ercole il quale lo sollevò sopra il capo e lo strangolò. Dopo una serie di lusinghe da parte di Virgilio, Anteo accoglie entrambi i pellegrini, Dante e Virgilio,  nella sua mano gigantesca e li deposita sul Cocito la cui distesa di ghiaccio forma l’ultimo cerchio infernale. Imprigionati nel ghiaccio ci sono i traditori. Come la rana nella calura estiva tiene solo la testa fuori dall’acqua, allo stesso modo questi dannati hanno solo la testa fuori dalla superficie ghiacciata. Qui si incontrano anime congiunte dal ghiaccio che cozzano l’una contro l’altra come stanbecchi o cervi con le corna impigliate.

 

Il pellegrino Dante rabbrividisce all’improvviso, adesso egli cammina sopra il ghiaccio, spesso e tuttavia trasparente, e vede sotto di sè migliaia di volti lividi per il freddo terribile. Ad un certo punto egli si ferma. Ha freddo. Un freddo davvero spaventoso. Quasi inverosimile. Trema ancora di più. Come una foglia autunnale scossa dai venti. Ha scorto qualcuno nel ghiaccio: un dannato che rode la testa posta sotto di lui. E’ la scena più potente e insieme più grandiosamente tragica, non soltanto di quest’ultimo cerchio, ma forse perfino dell’intero Inferno! Si tratta del conte Ugolino che rode la testa dell’arcivescovo Ruggeri. Due passi più in là scorgerà, invece, un altro dannato con il volto girato verso l’alto e rigato di lacrime congelantesi in una crosta di ghiaccio che egli, avendo le mani imprigionate nel ghiaccio, non è in grado di rimuovere. Nell’ultimo canto dell’Inferno, il trentaquattresimo, i due pellegrini incontrano Lucifero, l’oscuro signore del regno del Male. Lucifero si erge sul lago di ghiaccio spuntando dai vapori della nebbia, lungo i suoi tre volti scorrono lacrime… lacrime che all’istante si mutano in ghiaccio, pietrificandosi nel freddo assoluto dell’assenza totale di speranza!

 

Perchè quando il cono infernale si restringe, raggiungendo il centro esatto della Terra, a dominare non è più il fuoco ma il freddo, un freddo quasi inconcepibile che supera, in mortifera presenza immaginifica, il calore che brucia e incenerisce?

 

In pieno Medioevo, cioè al tempo del sommo vate Dante Alighieri, non era ancora stato scoperto lo Zero Assoluto (i -273° Kelvin, la temperatura più bassa nell’Universo), nè si poteva credere o soltanto immaginare che tale bassa temperatura potesse mai esistere. Eppure il vate si è come trasformato in veggente e ha detto all’umanità del suo tempo e di tutti i tempi che nel freddo e nel ghiaccio supremi si espiano le colpe più gravi dell’uomo e che addirittura il male totale, assoluto, puro rimarca all’uomo una sorta di connessione con la mancanza reale di calore, di vita, di possibile cambiamento e di possibile riscatto, di reversibilità. Allora l’Inferno, l’Inferno estremo, si raggiunge, si mostra e si compie nel freddo e nelle tenebre, lontano, sempre più lontano e il più lontanamente possibile dal calore e quindi dalla luce. Si possono immaginare(ed esistono)temperature di milioni di gradi in stelle che nascono e muoiono in ogni angolo del Cosmo, ma non si riuscirebbe mai ad immaginare(e non esiste)una temperatura al di sotto dei -273° Kelvin. Lo Zero Assoluto è, dunque, uno stato, una dimensione(ultratterrena e metafisica)e, perchè no?, un anti-mondo dove ogni cosa o essere, in una parola, dove tutto(la materia, l’energia, l’esistere e il non-esistere)è consegnato per sempre al mistero? Sembra proprio di sì. Laddove la ragione giunge lenta, si sono spinte, già da molto tempo, l’immaginazione e la potenza arcana della Poesia.

 

Sotto il segno dei Gemelli

 

Sotto il segno dei Gemelli

la sua nascita

settecentocintanta anni fino ad oggi.

Arguto l’ingegno

e misteriosamente profondo il percepire

di colui che ha cantato i regni

dell’oscurità, della speranza, della luce.

 

Francesca Rita Rombolà

 

22 maggio 2015

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Tags
Commenti
  • Vittorio Palmieri

    Beh… personalmente, quando ancora frequentavo la scuola portavo sempre con me un paio di libri, una matita, una serie di foglietti di carta piegati a libretto – che usavo per appuntarmi pensieri e quant’altro mi passasse per la testa – un pennavigatore bici nera. Oggi giro con uno zaino per lavoro porto con me un portattile… ma lascio sempre uno spazio comodo per almeno 2 libri e il mio moleskine. ☺

Mostra più commenti

Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa (romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989) fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI. Scrive sul giornale on line PrimaPaginaOnLine.org.

Utenti online