Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

Sacralità e mistero del mondo

Sacralità e mistero del mondo

Il mistero della notte più lunga dell’anno. La sacralità del gelo. Il mistero del freddo dell’inverno. La sacralità dell’anno che finisce e inizia come ogni essere o cosa che vive, muore, rinasce. Il mistero della nascita da tempi immemorabili in tempi privi di senso. La sacralità del fuoco: di un ceppo di legno che arde e che riscalda, che accomuna e che unisce, di fiamme sottili e oscillanti, di braci rosse e silenziose nel silenzio interiore o nel silenzio della Natura che riposa. Il mistero di un giorno di festa che trascorre troppo in fretta o che scandisce con lentezza i suoi attimi intensi di vitalità. La sacralità del rito che si compie nel tempo stabilito e tuttavia è compiuto nel ciclo che ricorre per ridare forza e vigore all’essere e al divenire. Il mistero del cielo stellato, di infiniti cieli stellati notturni nello spazio siderale dove il suono non trasmette il proprio vibrare e la luce viaggia a velocità inaudita. La sacralità di un bacio tra labbra che fremono mentre la pelle attende una carezza che non giunge o giunge tardi. Il mistero dell’atto d’amore ieri, oggi, domani. La sacralità di un gesto che ha rimandi remoti e che rimanda ad un avvenire ancora più remoto. Il mistero che trasfigura, muta e sconvolge il conosciuto e l’usuale, il normale e il consueto.

 

Sacralità e mistero. Mistero e sacralità. La sacralità e il mistero che resistono ancora all’avanzare vittorioso del banale e del mediocre. Il mistero e la sacralità che esistono ancora in mezzo alla perdita di senso dell’accadere del mondo.

 

 

L’anno che viene

 

 

Ancora un anno

un anno nuovo

che vede bruciare quello vecchio

in un’ipotetica piazza innnevata.

E’ sempre più duro l’inverno

con gli anni che avanzano,

nitidi e velati divengono

i ricordi dell’infanzia

quando il Natale era la festa

più misteriosa e una luce pura creava

dentro la fragile pupilla del bambino.

Ahimè il tempo dissolve gli affetti

i legami di sangue si allentano

nei nodi travagliati e dolci

che stringono le stagioni.

Avrai rispetto e amore

per l’argento sibillino

di una chioma che resiste?

Sentirò nel mio cuore

il diletto della tua voce

presa nel vortice delle trasformazioni?

Percepirò ancora nella mia anima

piena di ferite antiche

il tocco lieve

delle tue parole al vento?

 

 

Quando non ci sarà più attesa

per l’anno che viene

allora spighe di grano

sotto il sole ardente

celebreranno l’abbondanza della terra

che rinnova ogni nascita umana.

 

Francesca Rita Rombolà

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa (romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989) fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI. Scrive sul giornale on line PrimaPaginaOnLine.org.

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