Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

Salomè, poesia e danza

Salomè, poesia e danza

Personaggio biblico del Nuovo Testamento. Figura che appare, nella sua vicenda storica, come di striscio: una meteora luminosa e improvvisa in un cielo incerto o fosco, che scompare senza lasciare alcuna scia per non ricomparire mai più. Salomè, figlia di Erodiade e di Filippo, tetrarca della Giudea, principessa quasi privilegiata o piuttosto ingombrante alla corte di re Erode al tempo in cui Giovanni il Battista predicava alle folle l’arrivo imminente del Messia, gli zeloti compivano attentati e fomentavano rivolte ai danni dell’impero romano, potenza indiscussa in un mondo pieno di fermenti, di mutamenti e di contraddizioni. Salomè è un’adolescente, forse inquieta, forse già perversa e disinibita, forse soltanto sognatrice ma trasformata troppo presto in “femme fatale” da una madre adultera preoccupata di perdere la propria posizione privilegiata a corte, impulsiva nelle decisioni, frenetica e immediata nel risolvere i problemi più scottanti. Una danza caratterizza e conclude l’essenza di Salomè. La danza sembra essere il perno centrale del suo essere. Nella danza ella si esprime e si mostra al mondo, ai secoli, alla posterità. Nella danza si dispiega la sua bellezza ancora acerba, il suo fascino di innocenza manipolata o tradita. Nella danza Salomè diventa poesia, forse perfino nel suo senso metaforico più recondito. <<Danza. Danza per me, Salomè>>. Dirà un re Erode euforico, lussurioso, di sicuro ubriaco e semi-cosciente nel giorno del proprio geneatliaco, in mezzo ad una folla di invitati potenti venuti a corte per festeggiarlo.

<<Danza. Danza per me, Salomè. Se lo farai ti darò tutto quello che mi chiederai. Anche la metà del mio regno>>.

Ed ella danza. Salomè danza. Secondo la leggenda, la famosa “danza dei sette veli”. Ad ogni giro di danza ella toglierà uno dei sette veli, di colore diverso, che coprono il suo corpo. Quando sarà la volta dell’ultimo velo di colore rosso, ella rimarrà completamente nuda. Forse ciò non corrisponde alla realtà, alla vera storia; è solo leggenda postuma certo, marcata ed evidente simbologia di un’iniziazione alla vita, al sesso, alla funzione prettamente erotica della femminilità e del suo eterno mistero. Alla fine della danza Salomè, istigata dalla madre Erodiade, chiederà al re l’unica cosa che egli non può e non vuole in nessun modo concederle, cioè la testa di Giovanni il Battista su un piatto d’argento! Eppure lo farà perchè ha promesso, e la promessa di un re è quasi legge, o perchè il destino di Giovanni il Battista avrebbe potuto compiersi soltanto in questo oscuro modo, chissà? Tanti e tanti catturati, colpiti, intrigati, ammaliati dalla sua fascinosità quasi oltre l’umano, artisti di ogni genere ed epoca: pittori, poeti, romanzieri, musicisti, pensatori e, ai giorni nostri, registi, sceneggiatori bravi e meno bravi nel realizzare pellicole cinematografiche o fiction televisive, piece teatrali o tragedie composte da diversi atti di dubbio valore e di latente successo, si sono ispirati a Salomè nella realizzazione di opere nelle quali prevale il gusto, l’ideale, la morbosità, la concezione dell’autore nei riguardi dell’eterno femminino che Salomè non ha fatto altro che incarnare nei secoli, assumendo via via volti e sfumature diversi.

Creazione letteraria di una poeticità tragica e sublime. Salomè, poesia e danza. Immagine dell’Arte nel suo modello più profondo di catarsi dell’anima o di quello più superficiale e frivolo dei sensi, Salomè è un mito che non tramonta, che resiste a tutto e a tutti; un’eterna adolescente, forse ignara o forse maliziosa, che non diventerà mai adulta, mai donna. Imprigionata, ab eterno, nella danza che si dispiega nell’istante e che ogni cosa trasfigura, consegnandola per sempre ad un senso del Divino inesprimibile e impossibile, in verità negli istanti supremi della danza i cui istanti rimarranno, a discapito dei secoli e dei millenni trascorsi e di quelli da venire, al di là e oltre il tempo.

 

Salomè

 

Tempi di rivolta

di malcontento e di schiavitù.

Tempi soprattutto di eventi strani

e di rivelazione.

Tempi ancora acerbi

per sperare

o forse ormai maturi

per credere e per voler capire.

 

 

Irsuto nell’aspetto

selvatico nei gesti

e con se stesso

più fiero e risoluto

di un condottiero

nel portare a compimento

il difficile annuncio:

la voce che grida nel deserto

per aprire sentieri inesplorati

e preparare vie al libero cammino

sa che è invisa ai potenti

e quale sarà a breve

la sua sorte.

 

Ma lei?

Adolescente ancora in boccio

inquieta nell’età

più complicata della vita

di già forse contaminata dai miasmi

del veleno di corte.

Lei, Salomè

la cui esistenza

si completò e divenne destino

per una danza. Quell’unica danza.

 

Danza fu il suo sangue

la sua pelle, la sua carne.

Il corpo tutto e l’anima

si profusero nel danzare

e si annullarono in esso.

Attimi di sublime armonia

scagliati per sempre

nell’abisso del tempo,

ritmi e vibrazioni

pulsanti al pari dell’Universo

ammalianti nell’assenza di parole:

poesia del silenzio o del profondo

per sconvolgere e ottundere

per rendere folli di sensualità e desiderio.

 

Ancor più folle la ricompensa

o normalissima, perfino banale

quale specchio della società?

E su un vassoio d’argento

è recata in dono

la testa leonina recisa.

 

E lei?

Adolescente regale

per sempre così nel divenire

della Storia

colei che danzò

come farfalla, come nuvola,

come vento, come acqua e fuoco

la più occulta e misteriosa delle danze

emblema ella stessa

nei secoli a venire

della danza micidiale e perfetta.

 

Francesca Rita Rombolà

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa(romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989)fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà collabora oggi con L’Agenzia THOTH(www.thoth.it)che si occupa di eventi, pubblicità, comunicazione e scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI.

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