Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

Schegge impazzite di umanità e di temporalità

Schegge impazzite di umanità e di temporalità

Molti i genocidi nel mondo, nel passato remoto e nel passato recente. Molte le uccisioni di massa nel passato e nel presente del mondo. Esseri umani che sopprimono, spesso brutalmente e in modo cruento, la vita di altri esseri umani. Non è importante chiedere o chiedersi chi sono stati o chi sono. Essi erano, prima di morire. Essi erano, un istante prima che il colpo secco e mortale facesse cessare all’improvviso il battito del loro cuore e il pulsare libero della loro anima, e i loro corpi, alla rinfusa come oggetti consumati, inservibili, inutili, venissero gettati in una fossa comune e occultati per sempre dalla vista, dall’esistenza, dalla comprensine, dalla compassione, dalla memoria.

Le fosse comuni nel mondo e nella Storia? Forse migliaia e migliaia, chi lo sa e chi lo saprà mai?

Coloro che patirono, che insieme e in silenzio o ognuno nel profondo della propria umanità urlando di paura e di terrore, di rabbia, di angoscia, di impotenza cercarono ancora la vita in istanti infiniti e brevissimi, forse avranno anche pensato di aver perduto per sempre la dignità e insieme alla dignità l’umanità, ogni appartenenza, reale o metaforica, al genere umano e qualunque traccia, visibile o immaginaria, della propria esistenza – presenza sulla terra.

Dove va la nostra mente o il nostro cuore nei momenti più difficili, più terribili? Negli attimi supremi o estremi che precedono la morte? Una morte lucida, consapevole, assurda, atroce, inflitta, data gratuitamente e banalmente senza motivo o scopo, senza un vero e colpevole per forse al cielo azzurro, forse ai ricordi d’ infanzia, forse al calore di un seno morbido e fecondo che ci formò prima di nascere e ci allattò dopo la nascita… forse ai luoghi di un vissuto felice e dolce, forse a un senso di libertà solo auspicato o sognato, forse all’amore elargito o ricevuto… all’amore sì.

Istanti dilatati o compressi. Istanti ultimi. Istanti eterni, quasi varcanti la soglia dell’ Eternità, e poi… il baratro o l’abisso della terra scavata, dura e screpolata, umida, gelida, friabile e morbida che copre e ricopre… e gli orecchi che non percepiscono più alcun suono, e gli occhi che non recepiscono più i colori, la luce. Il freddo ed il buio soltanto…

Nemmeno i versi di una poesia forse sono in grado di cogliere l’enormità e l’abnormità del dolore e dello strazio di queste schegge impazzite di umanità e di temporalità. Ma comunque la Poesia è l’unica, nel suo cantare e nel suo sensibile esperire, che cerca di comprendere e di far comprendere. Sempre.

 

FOSSA COMUNE

Copritemi di terra

Gocciolante sangue e pioggia

Livido e pallido per il freddo

Copritemi di terra

Grondante umanità e sangue

Rosso e screpolato per il caldo

Copritemi di terra

In una fossa grande e stretta

Insieme a molti e molti altri

Gocciolanti sangue e solo sangue

Grondanti umanità ma vera umanità

Molti e molti e molti ancora verranno

A sdraiarsi nella terra

Tremanti e fiduciosi

Sereni come i loro carnefici

Perché la terra è madre

E accoglie l’uomo e l’animale

L’ acqua e il fuoco

Il pianto e il riso

L’ amore come l’ odio

Sparatemi alla nuca

Col ghigno di una scimmia

E il cuore immiserito

E mentre in fretta mi seppellite

Nella segreta fossa – un popolo

E oltre centomila –

Voi, in fondo, permettete che

Con gli occhi mi aggrappi

Alle colonne del cielo.

 

Poesia tratta dalla silloge poetica “PETALI GRIGI” (anno 2004) di Francesca Rita Rombolà

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa (romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989) fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI. Scrive sul giornale on line PrimaPaginaOnLine.org.

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