Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

Un giardino esotico e lontanissimo

Un giardino esotico e lontanissimo

Ho da poco pubblicato il mio ultimo libro. E’ una raccolta di haiku dal titolo “Tra le rocce di Ryoan Ji”  edito da Edizioni Thoth.it. Si tratta di una raccolta di poesie, ma di una forma di poesia che viene da molto lontano (dal Paese del Sol Levante, cioè dal Giappone) e che è poco compresa e forse ancora anche poco conosciuta nell’Occidente.

La cosa più ovvia che ci si può domanda è: che cos’è l’haiku? E io tento di rispondere con quel che vi è scritto al riguardo nella breve nota di presentazione del libro, “(…)L’haiku è un modo tutto particolare, originale e, in un certo senso, esotico di comporre dei versi, di scrivere una poesia. L’haiku è una composizione in tutto e per tutto giapponese, in quanto ne incarna lo spirito di quella civiltà lontana. L’haiku è semplice nella sua struttura, e la sua atmosfera si caratterizza per le sue intime profondità nascoste e impercettibili che una lettura poco attenta non riuscirà mai a cogliere.(…)Due sono le componenti essenziali dell’haiku: l’improvvisazione e l’aderenza allo schema. Ma non si pensi sia facile comporre un haiku. Solo quando il poeta è immediato, spontaneo e naturale l’haiku acquista il suo valore letterario. Il poeta che scrive un  haiku si deve “calare completamente nella realtà e la deve contemplare come una serie di eventi estremamente fluidi. L’immediatezza, l’attimo fuggente, colto e tradotto in immagini, è la peculiarità primaria dell’haiku. Un haiku da valore anche all’insignificante. Ogni cosa esistente(la materia inerte, la vita umana, vegetale ecc. ecc.)ha la sua importanza nell’haiku ed è inserita nella catena di relazione che la unisce alle altre: è se stessa e, al tempo stesso, qualcos’altro. L’haiku rivela uno specchio vuoto. Si inscrive nello spazio senza simbolizzare nulla, e soprattutto senza la pretesa di avere un significato. E’ un’immagine priva di riflessi., cosìcchè commentare un haiku è praticamente impossibile. L’haiku nasce nella più estrema semplicità, e niente si potrà mai dire o contraddire al riguardo.

 

Il giardino di Ryoan – Ji a Kyoto – in Giappone – è forse il più straordinario giardino del mondo. Costruito dalle sette buddiste zen, rappresenta il grande amore per la natura. Non ha nè alberi nè fiori, è solo una spianata di sabbia, simbolo delle onde del mare, dalla quale emergono cinque gruppi di pietre. Sono quindici pietre in tutto, di cui quattordici sempre visibili e una sempre invisibile. Questi pochi elementi simbolici riescono a formare un ambiente estremamente spirituale e suggestivo, dove il vero protagonista è il silenzio(…)”

 

Urla di libertà,

ad ogni istante

il vento si rafforza.

 

Dimensioni nude

misterioso e infinito

il giardino del silenzio

 

Due haiku tratti dall’ultimo libro di Francesca Rita Rombolà “Tra le rocce di Ryoan Ji

 

Francesca Rita Rombolà

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa(romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989)fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà collabora oggi con L’Agenzia THOTH(www.thoth.it)che si occupa di eventi, pubblicità, comunicazione e scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI.

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