Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

Il viandante fra i sentieri del poetare

Il viandante fra i sentieri del poetare

Sono diventato vindante. Non so dove porti iil mio andare. Non conosco la meta. A volte non so se il sentiero che percorro ha una fine ed è sicuro. Molti sentieri vi sono nella selva ma il viandante non se ne cura va avanti, prosegue senza una meta, senza un punto preciso e calcolato di arrivo.

Al calar della sera, quando le tenebre scendono lente e avvolgono il suo cammino, egli si domanda:

<< Fra poco scenderà la notte, allora tutto sarà oscurità e mistero. Ma l’oscurità è anche portatrice di freddo, di insidie e di pericoli e forse non riuscirò a vedere il nuovo giorno se non sarò vigile e accorto e continuerò a camminare come di giorno. >>

Ma ecco, laggiù, un filo di fumo appena si innalza nel cielo quando l’ultimo chiarore del crepuscolo non è ancora sfumato! Dove c’è fumo ci sarà un fuoco acceso e dove c’è un fuoco, di notte, c’è di sicuro un bivacco. Forse è solo un piccolo fuoco, una rossa fiamma che neanche riscalderà o riuscirà ad assorbire l’umidità notturna. Ma è pur sempre un fuoco che rischiarerà le tenebre e attenuerà un poco il freddo dentro le ossa.

Dura, difficile, precaria, solitaria è la vita del viandante. Però egli colma la propria anima di libertà, di esistenza vera, di autenticità. Egli si disseta alla fonte della bellezza poichè durante il commino, del fiore coglie solo la sua forma e il suo colore, dell’albero l’essenza, del vento la voce, della pioggia il suono, del sole il calore dei raggi. Se porta con sè uno zaino o una bisaccia allora avrà anche della carta e una penna e, nei momenti brevissimi di pausa tanto per asciugarsi il sudore dalla fronte, abbraccia, con la sua vista acuta, ogni cosa che lo circonda e trasforma in versi l’intensità della sua osservazione servendosi, appunto, della carta e della penna. Niente e nessuna cosa potrà mai ripagare l’istante in cui le nuvole all’orizzonte si tingono di rosa, il boato del tuono scuote il cielo, il rombo di una cascata d’acqua lontana echeggià intorno. Il viandante non ha un tetto sopra la sua testa, non ha pensieri di sorta circa il suo futuro e di come emergere o soccombere nella giungla spietata della materialità senza anima. Ogni sera sa che troverà di che sfamarsi e di che riscaldarsi. Quasi ogni sera. Quel bivacco laggiù è pronto ad accoglierlo perchè nella selva tra viandanti non vi è ostilità. Domani forse il sentiero condurrà su alte montagne avvolte da nebbie surreali, allora quando il vento delle altissime quote le spazzerà via appariranno all’improvviso le cime splendide nei giochi di luce dei raggi di un sole lontano, o forse condurrà in una selva ancora più intricata o su baratri spaventosi… che importa? Il viandante lo sa bene. E’ questa la sua forza. La sua gioia. La sua pienezza di vita.

 

Sul sentiero del viandante

 

Nessun confine alla libertà

insignificanti sono perfino

i pericoli più grandi

e le insidie maggiori.

Un sentiero conduce senza condurre

e là a sera nel silenzio

che smorza le ombre

il fumo che porta al fuoco

la fiamma che annulla il freddo.

 

Ho vergato le mie percezioni

sono poeta perchè contemplo

la bellezza intrinseca nelle cose

dalla lieta lontananza

del mio arduo cammino.

 

Francesca Rita Rombolà

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa (romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989) fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI. Scrive sul giornale on line PrimaPaginaOnLine.org.

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