Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

La ginestra in poesia

La ginestra in poesia

La ginestra, un fiore giallo come i raggi del sole, pieno e corposo come un grappolo d’uva, esuberante e festoso come spighe di grano maturo. La ginestra, un fiore che rinasce ogni primavera, annuncia la calda estate e si protrae talvolta fino ad autunno inoltrato. L’essenza di ginestra è un profumo pregiato e delicato, la fibra di ginestra è usata per realizzare tappeti, coperte, stuoie perchè molto resistente e dal tessuto traspirante, caldo e fresco allo stesso tempo. Ma è in poesia che il fiore della ginestra si mostra nascondendosi, si nasconde mostrandosi. Metafora di un mondo nuovo e di un tempo che si rinnova. Simbolo di tenacia, di resistenza alle intemperie, di forza rigogliosa ed esplosiva, radice che sa sfruttare al meglio i terreni vulcanici, le lande rocciose, i dirupi inaccessibili. Non a caso, credo, la ginestra alligna sulle pendici dei vulcani attivi e spenti, ed è uno spettacolo potente e meraviglioso vedere fianchi lavici e nudi in un profilarsi di giallo danzante al vento che soffia dal mare, marcandone ogni tratto dalla base fino in cima. Gli occhi di un poeta o di chi ama e comprende la poesia e il poetare non sanno resistere mai all’incanto di un cespuglio di ginestra in maggio o in giugno, allora la ginestra diventa metafora, si fa simbolo, si trasforma in mito; assurge ad un qualcosa di reale e insieme trascendente che è immediatezza dei sensi e dell’intelletto e va oltre l’intelletto e i sensi spingendosi fin dove lo spirito e l’anima hanno cancellato i propri confini e hanno realizzato il vivo splendore della luce, la percezione della libertà, il concretizzarsi di linguaggio poetico e profezia. Ed è proprio in tale oscuro e abbagliante manifestarsi che il sommo poeta Giacomo Leopardi carpì la ginestra: non più quale fiore dalla bellezza e dalla complessità impareggiabili quanto nella sua trasfigurazione immaginifica, che si presenta al mondo come messaggio universale e senza tempo per l’intero genere umano. “La Ginestra” si chiamerà l’ultimo canto del poeta, sorta di testamento spirituale senza religiosità ambigua e grossolana che lascerà ad ogni uomo, amante della poesia e della natura, un senso nuovo di umanità unita e speranzosa di fronte al vuoto imperante della società e all’impeto distruttivo e inesorabile degli elementi che pur compongono l’Universo… forse davvero l’unico modo per vincere(o quantomeno per farvi fronte)il dolore e il pessimismo di fondo permeante il Cosmo.

 

Metafora del radicamento ancestrale della vita

 

 

Grappoli gialli, a profusione

cespugli indorati dal sole

e resi compatti

dalla terra vulcanica,

la ginestra quale fiore

quale simbolo, quale mito?

Un fiore dalla bellezza incomprensibile

e dal profumo delicato

una metafora della nudità e del dolore

della solitudine e della forza che unisce

dinnanzi alle potenze minacciose dell’ignoto.

Metafora unica e vera

del rinnovamento ancestrale della vita.

 

 

 

Così il poeta la vide

dalla sua finestra, in lontananza.

Forze meditò sulla ginestra

in giorni afosi di giugno

gli ultimi della sua dolorosa esistenza

e pensò di immortalarla con il Canto

lasciando all’umanità il riflettere profondo

di un senso ultimo

e tutta la caducità

del vivere fino in fondo

la propria grande illusione,

mentre sulle lande deserte

più alte intorno al Vesuvio

forte il vento ne sferzava la chioma

mai in procinto di piegarsi

e di soccombere.

 

Francesca Rita Rombolà

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa(romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989)fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà collabora oggi con L’Agenzia THOTH(www.thoth.it)che si occupa di eventi, pubblicità, comunicazione e scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI.

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