Kelvin 273

Francesca Rita Rombolà

Il poeta: guerriero, condottiero e capo carismatico?

Il poeta: guerriero, condottiero e capo carismatico?

In ogni epoca della storia umana e presso ogni popolo della terra il poeta è stato quasi sempre visto, in un certo immaginario collettivo, come un guerriero armato di spada, di lancia e di cetra o di arpa.

Presso le prime civiltà del Medio Oriente, presso i greci e presso i romani, presso i celti, nel Medioevo come nel Rinascimento, nel secolo dei Lumi come in quello positivista fino alla Prima Guerra Mondiale e in Germania fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. In quest’ ultima nazione, soprattutto, la rappresentazione grafica del poeta ferito con la testa fasciata di bende ha sempre fatto parte del patrimonio sentimentale e patriottico del popolo germanico. Il capitano Goffredo Mameli si battè da eroe per la Repubblica Romana. Era poeta e scrisse versi bellissimi, animati da un sincero e ideale patriottismo, divenuti più tardi le parole dell’inno nazionale italiano. Forse gli ultimi residui di tale antica ed emblematica concezione si riscontrano nel maggio francese del 1968 quando i movimenti studenteschi usano come slogan corrente e quasi come parola d’ ordine il famoso verso del poeta Arthur Rimbaud “La vita è altrove” e il poeta André Breton incarnerà alla perfezione la figura della guida, del capo pieno di carisma, del guerriero che marcia impavido in mezzo alla bufera della rivolta. Ancora alla fine degli anni Sessanta il capo rivoluzionario Ernesto Guevara, il famoso “El Che”, nelle foreste dell’america Latina impegnato nella guerriglia e nella lotta per far trionfare la rivoluzione proletaria mondiale, porterà sempre nel suo zaino di guerrigliero un libro di poesie di Pablo Neruda o di Federico Garcia Lorca(altro poeta guerriero e rivoluzionario)e scriverà poesie, a sua volta, nel suo taccuino personale in notti vaste e silenziose, turbolente e dalla brevità intensa e inverosimile.

Dunque il poeta si è anche trasformato in guerriero, in condottiero e in capo dalle indubbie capacità di comando. Ed è sempre stato apprezzato, acclamato, riverito, esaltato e seguito lasciando tutti sbalorditi per le sue doti nascoste e per le sue qualità superiori, talvolta addirittura eccezionali. Il ventunesimo secolo non contempla più il poeta quale voce di un popolo, di una lotta, di una guerra, di una rivoluzione; almeno non i popoli ipertecnologici dell’ Occidente e quelli che ruotano attorno alla sua sfera economica, sociale e di costume.

Forse il poeta non viene visto, concepito più in questa maniera. E’ tramontata una civiltà nella sua lunga tradizione culturale e ideologica, di conseguenza è venuto meno il suo personaggio di riferimento più elevato, più sublime, più ideale e autentico di riferimento.

A cosa più un poeta, un guerriero, un capo, un condottiero e la Poesia che in lui si immedesima, si incarna e per mezzo di lui viene veicolata, conosciuta e recepita? Eppure gli odierni combattenti dell’ Islam radicale, i componenti e, molto più spesso, i capi di organizzazioni quali Al-Quaeda o Isis-Daesh ritenute ormai da tempo terroristiche a tutti gli effetti, i nemici della civiltà, della ragione, dell’ uomo insieme alla cintura esplosiva, al mitra e alla spada portano un libro di poesie, leggono poesie attorno a un fuoco improvvisato in un bivacco di fortuna o in un carcere a regime duro… e compongono versi essi stessi che, in alcuni casi, sono diventati libri di poesie. Sono i poeti, i guerrieri, i capi carismatici di questo confuso, strano e inafferrabile terzo millennio oppure i loro millantatori, i loro imitatori o l’ inconscio riflesso di un qualcosa di imperscrutabile, di incomprensibile e di inaudito che accade oggi nel mondo?

 

Il combattente poeta

Nelle mani la spada

la lancia, il mitra

in spalla la cetra o l’ arpa.

 

Quasi un lampo improvviso

che solca in magici istanti

il cielo da Oriente a Occidente.

 

… E’ la guerra, è la rivolta

è la potenza misteriosa della parola

che libera o incatena

distrugge o costruisce.

 

Francesca Rita Rombolà

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Francesca Rita Rombolà

Francesca Rita Rombolà è una poetessa e scrittrice. Ha pubblicato diversi libri di poesia e di narrativa (romanzi, raccolte di racconti, raccolte di poesie). Ha ricevuto menzioni e riconoscimenti vari da critici letterari e giornalisti(primo fra tutti Indro Montanelli nel lontano 1989) fra i quali Mauro Baroni, Paolo Ruffilli, Ettore Fini, Giorgio Barberi Squarotti. Ha frequentato alcuni corsi di scrittura creativa e ha collaborato con la rivista francese di teatro “CASSANDRE HORSCHAMP” diretta da Marc Tamet autore di teatro contemporaneo a Parigi. Francesca Rita Rombolà scrive sul blog WWW.POESIAELETTERATURA.IT – Canto e parole nell’era dei sentimenti estinti… Ha scritto anche diversi articoli per il blog CAMBIAVERSO – L’informazione controcorrente. Sue poesie e suoi articoli di musica e letteratura appaiono anche, periodicamente, sul blog DELIRI PROGRESSIVI. Scrive sul giornale on line PrimaPaginaOnLine.org.

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